Pradleves (così anche in occitano; Pradieve o Pra dj'Eve in piemontese) è un comune di 276 abitanti della provincia di Cuneo. Il nome locale significa "prato delle acque, delle sorgenti".
Si trova in Valle Grana e fa parte della comunità montana Valli Grana e Maira.
Cominciamo dal nome. Comunemente i Pradlevesi spiegano lo strano nome del loro paese facendolo derivare dal piemontese “Prà d’l’eve” ossia “prato delle acque”. In realtà il nome deriva dalla gens romana, i Levesium, che in epoca imperiale possedeva ampie proprietà in questa zona della valle Grana. Sicuramente il popolamento di questo territorio è molto antico ed è testimoniato dalla presenza di coppelle (piccole vasche scavate nella roccia) tanto all’ubai, sul sentiero che da Riosecco conduce al vallone del Frise, quanto all’adrech sulla strada carrozzabile per la cappella della Madonna degli Angeli. Sempre in questa zona è possibile vedere Barmo Capitani una costruzione in cui i caratteri arcaici sono dominanti. La leggenda vuole fosse stata costruita da un uomo possente (detto appunto Capitani) che, vestito solo di pelli di montone e cavalcando una giovenca, pascolava quassù il suo bestiame. La descrizione del personaggio ricorda da vicino un pastore alpino del Neolitico.
L’inizio dell’attività turistica risale alla seconda metà del 1800. Nel 1858 è presente nel paese una famiglia di “obergisti”, composta dal capofamiglia Battista Monetto, dal figlio Antonio, con la moglie Margherita, e i quattro nipoti. Antonio Monetto è appena tornato nella comunità, dopo aver trascorso forse un decennio a Cambiano, dove si sposa e dove, tra il 1850 e il 1857, nascono i suoi figli. I Monetto gestiscono la prima struttura ricettiva di Pradleves.
Comune Pradleves La ex centrale “Gallina” prende il suo nome dall’ultimo proprietario che trasformò questo antico impianto preindustriale in una centrale idroelettrica. Probabilmente la struttura ospitava fina dal XV secolo un follone per la battitura dei panni di lana, forse di proprietà della famiglia Calandri, il cui nome è rimasto nel toponimo che indica i terreni su cui è costruita la Centralina. Tale attività è documentata negli statuti delle comunità di Pradleves e Monterosso. IN epoca più tarda, probabilmente a partire dalla fine del Cinquecento, la struttura viene convertita in una fucina per la lavorazione del ferro. I primi documenti che riguardano questo edificio sono della fine del 1700 e sono costituiti dalla richiesta che Bernardo Isaia di Pradleves inoltra al governo francese per l’ampliamento della fucina. Nel corso del secolo successivo, sotto la spinta della pressione demografica, alla fucina si affiancano un mulino a tre palmenti e una falegnameria. Tutte le macchine attive nell’impianto, il maglio, i mulini, le seghe, erano tutti mossi dalla forza idraulica impressa su due ruote. Nei primi decenni del Novecento agli impianti artigianali originari si affianca una piccola centrale idroelettrica che fornirà l’energia elettrica a Pradleves fino alla fine degli anni Settanta quando arriverà la linea dell’ENEL. Comune Pradleves All’inizio degli anni 2000 un importante progetto di recupero voluto fortemente dall’amministrazione comunale e dalla Comunità montana viene finanziato e l’edificio che versava ormai in pessime condizioni viene restaurato. Attualmente è possibile visitare la fucina, in cui sono ancora visibili il maglio a testa d’asino e la forgia, il mulino a tre palmenti, la piccola stalla in cui venivano ristorati gli animali da soma che avevano condotto dalle frazioni i cereali per la molitura e alcune parti degli strumenti per la produzione dell’energia elettrica.
Questa grotta, che si trova sulla sinistra orografica, a circa 1300 s.l.m., nel vallone del Teié, è la più importante cavità naturale presente in valle Grana. L’apertura è ampia alcune decine di metri, e di ugual ampiezza si può dire sia la profondità. All’interno è possibile vedere alcune stalattiti e stalagmiti.
Comune Pradleves Una borgata di pietra aggrappata alla montagna. Sembra scivolare questo pugno di case sopra Pradleves, oggi abitata da una sola famiglia, ma che alla fine dell’Ottocento raggiunse quasi le cento persone. Vi si accede da una carrareccia che attraversa la parte inferiore del vallone del Gerbido che muore all’imbocco della frazione. Le automobili non possono infatti entrare nella frazione, solo una mulattiera, recentemente restaurata garantisce l’accesso alle abitazioni. Proprio queste condizioni estreme hanno garantito che questo insediamento si mantenesse indenne dagli attacchi della speculazione edilizia che invece ha colpito il concentrico negli anni del boom dello sviluppo turistico. Gli edifici rispecchiano ancora il modo di abitare la montagna di una civiltà contadina povera, Comune Pradleves basata prevalentemente sulla coltura del castagno. Musi a secco, strette e buie “quintane”, le case costruite le une addossate alle altre, fanno di questa frazione un luogo quasi magico, ma anche la testimonianza più forte della capacità di adattamento della nostra specie a ogni tipo di condizione ambientale.
Negli ultimi anni Pradleves, attraverso una serie di importanti investimenti, si è voluta caratterizzare per l’offerta sportiva. La pista di pattinaggio su ghiaccio è sicuramente la struttura più conosciuta e che attira il maggior pubblico. Negli ultimi anni la pista, da semplice meta domenicale per famiglie, si è trasformata in un vero e proprio centro di sport su ghiaccio, di importanza provinciale. Corsi di hockey, di pattinaggio artistico, stage per le scuole attirano a Pradleves centinaia di persone nel corso di tutta la settimana offrendo anche ai giovani della valle molte occasioni per praticare attività sportive interessanti e originali. Sull’onda del successo degli sport su ghiaccio è nata, nel 2010, la Polisportiva Pradleves, associazione composta prevalentemente da giovani che intende ampliare l’offerta delle attività sportive. La costruzione di una palestra in bio-edilizia adiacente la pista di pattinaggio, dotata di ampi spogliatoi, ha permesso di iniziare una serie di attività di fitnes-alpino collegate al nord-walking, il trekking in montagna con l’ausilio di bastoni telescopici. La polisportiva organizza, nei week-end, in estate e in inverno, con le racchette, escursioni guidate da personale specializzato, sui sentieri della valle, oltre a proporre nel corso della settimana corsi di fitnes per tutte le età. Comune Pradleves Nei pressi della pista e della palestra si trova il campo da calcio a sette che è utilizzato, da quasi un trentennio, per ospitare il torneo estivo di calcio “Memorial Franco Cravera”. Decine di squadre, provenienti da tutta la provincia si affrontano nelle serate del mese di luglio per vincere l’ambito trofeo.
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| Coordinate | 44°25′0″N 7°17′0″E (Mappa) |
|---|---|
| Altitudine | 822 m s.l.m. |
| Superficie | 19 km² |
| Abitanti | 276 (31-12-2010) |
| DensitA' | 14,53 ab./km² |
| Frazioni | Fodone, Rionero, Funse, Riosecco, Ubaio, Garaccio, Follia, Pratorosso, Sciugliere, Costabella, Pentenera, Scaletta, Motrua, Cialancia, Fugirosso, Grange, Sagnetta, Comune, Presa, Cogno, Gerbido, Teiè, Cappella, Balmarossa, Seviana, Balma, Campaccio, Raméi. |
| Comuni confinanti | Castelmagno, Demonte, Dronero, Monterosso Grana |